Partendo dalla consapevolezza che gli archivi non sono un contenitore neutro ma uno spazio in cui si accumulano storie e punti di vista, il progetto propone una riflessione sui processi di razzializzazione, intesi come l’insieme di pratiche, linguaggi, immagini e dispositivi attraverso cui individui e gruppi vengono classificati, gerarchizzati e rappresentati sulla base di presunte differenze razziali. Il percorso intende mettere in relazione la costruzione delle categorie razziali nel contesto del colonialismo italiano con la loro successiva circolazione e trasformazione all’interno della propaganda e delle politiche razziste e antisemite del fascismo.
L’esperienza coloniale rappresenta infatti un contesto fondamentale per comprendere la formazione e la diffusione di un linguaggio della differenza, della gerarchia e dell’alterità che, negli anni successivi, venne ripreso e rielaborato anche nella rappresentazione delle persone ebree e nella propaganda antisemita. Dalle schede del censimento degli ebrei a Firenze del 1938, conservate nell’Archivio storico di Firenze, alle fotografie coloniali fino a una passeggiata dedicata alle pietre di inciampo il percorso propone quindi di interrogare le modalità della costruzione dello sguardo sull’alterità, per riflettere su memoria, persecuzione e spazio pubblico
L’attività è accompagnata da mediatrici e mediatori culturali, storiche e ricercatrici con cittadine e cittadini.
30.10 Le schede del censimento degli ebrei a Firenze del 1938 e le pratiche di razializzazione
6.11 Memorie coloniali, storia di fotografie coloniali e di un archivio spontaneo
13.11 Fotografie e sguardi decoloniali
20.11 Le pietre di inciampo fra memoria e spazio pubblico
Numero incontri: 4
Numero massimo di partecipanti: 30